Porsche 934 Turbo Jagermeister n° 930 670 0168 (1976) - Milano Autoclassica 2019


Pensando alle livree delle Porsche storiche, molto probabilmente le più iconiche sono la Gulf della 917, la Martini sfoggiata da 917, 911 Carrera RSR e 935, infine la Jagermeister della 934. Vorrei soffermarmi proprio su quest' ultima, vista la presenza ad Autoclassica della bella vettura arancione dallo sponsor etilico.
L'auto, telaio numero 930 670 0168, viene acquistata nuova direttamente in fabbrica dal team Max Moritz ed allestita secondo le specifiche di gruppo 4, col 6 cilindri turbo che sviluppa attorno a 480 CV. La carrozzeria veste da subito la livrea Jegermeister. 
La nostra 934 è portata al debutto in gara alla 300 km del Nurburgring del 4 aprile 1976 dal pilota Helmut Kelleners, che termina al quarto posto assoluto.
Si tratta di una vettura dal palmares abbastanza importante, che con il pilota tedesco a dividersi l'abitacolo con Bell e Stenzel, arriva due volte sul gradino più basso del podio: alla 1000 km del Nurburgring (30/5/1976), prima tra le GT, ed alla 6 ore di Monza (5/9/1976), gara valida per l'Europeo GT. Pilotata dal solo Kelleners è settima nel DRM e terza tra le GT alla 200 miglia di Norimberga (27/6/1976) sul tracciato del Norsring.


Il 1977 vede un cambio di livrea, il main sponsor del Team Max Moritz diventa il produttore di lubrificanti Valvoline, oltre a modifiche nella preparazione dell'auto, allestita con alcune specifiche del gruppo 5 per renderla più guidabile, cosa che la fa classificare come 934/5 o 934 1/2. L'arancione della carrozzeria lascia quindi spazio al bianco con strisce rosse ed azzurre, con montati del tetto e parte del padiglione verniciati in rosso. I parafanghi e la carreggiata posteriore sono maggiorati, l'ala posteriore è quella della 935. L'anno seguente la vettura torna nuovamente alla configurazione d'origine di gruppo 4.
La 934 termina poi la propria carriera agonistica alla 24 ore di Daytona del 31 gennaio 1982, classificandosi al nono posto assoluto nella categoria GTO, con la carrozzeria dipinta di nero ed uno spoiler frontale maggiorato argento come le strisce sulle fiancate.  
Dopo decenni d'oblio l'auto prende la strada dell'Italia, dove nell'aspetto viene riportata alle condizioni d'origine di quel 4 aprile 1976; la preparazione meccanica è stata curata dal "mago" delle Porsche Orlando Redolfi. Nel 2014 debutta nelle gare per autostoriche, conquistando l' anno seguente il titolo continentale GT 1976-1981 con i piloti Cabianca e Fratti.  
E' giusto cancellare con un colpo di spugna, in questo caso un restauro, anni di modifiche e di storia di quest'automobile per riportarla alle condizioni originali del 1976? Sarebbe stato meglio di no.  
Ha un senso rischiare una vettura così preziosa tra cordoli e guard rail di un circuito? Forse sì, è un'auto da corsa, nata per correre; meglio vederla nel suo ambiente naturale, la pista, che polverosa in un museo. Lascio a voi altre considerazioni sull'argomento.  



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